AD OGNUNO IL SUO CAPO DI ABBIGLIAMENTO

“Gli abiti raccontano di noi, valorizzano il senso della singolarità, la bellezza del nostro particolare modo di essere uguali che si accompagna sempre con un’ unicità che non va mai mortificata”
Alessio Muso, docente di Etica all’ Università Cattolica di Milano.

Elegante, casual, sportivo. Se piove, fa caldo o nevica. Di che umore siamo, che messaggio vogliamo trasmettere, chi siamo. “L’ abito non fa il monaco” ma esprime senz’altro più di quanto non si pensi, della nostra Persona.

Per me decidere l’ outfit comporta una serie di considerazioni che il più delle volte mi trovo costretta a pianificarlo con largo anticipo; ibrida, per una disabilità acquisita, alterno vari ausili e spesso la praticità compromette l’ immagine. Sono Chiara ma non Ferragni, quindi uscendo ho molte meno probabilità di lanciare una moda ma nel relazionarmi col mondo, ho sempre prestato attenzione alla scelta del look.

Per chi si muove grazie a una sedia a rotelle o altri tipi di ausili, per chi ha protesi, chi convive con malattie croniche ma non per questo, vuole rinunciare a piacersi e piacere, si chiama “adaptive fashion” la moda pensata per persone con disabilità.

Ne è esempio, la linea lanciata da Samanta Bullock, ritrovatasi paraplegica a 14 anni quando era un’ adolescente avviata alla carriera di modella e di campionessa in erba di tennis, a causa di uno sparo partito accidentalmente da una pistola con cui giocava.

Non si è persa d’ animo, classe 1978 nata a Osorio (Brasile), ha deciso di essere promotrice di un nuovo brand che abbraccia il mondo della disabilità conciliando comodità, qualità, sostenibilità ed inclusione.

http://samantabullock.com

Proprio Adaptive è il nome della linea lanciata dal noto marchio statunitense Tommy Hilfiger per bambini ed adulti con difficoltà motorie: no cerniere e bottoni, tessuti morbidi, aperture facilitate, velcro.

Dall’ esperienza personale della presentatrice della CNN Lauren Thierry col proprio figlio Liam autistico, è nata la linea Indipendence Day Clothing: abiti unisex indossabili da soli, alcuni con GPS incorporato.

https://www.independencedayclothing.com/

Interessante lavoro quello svolto dalla giovane stilista Camila Chiriboga che ha realizzato la linea Ve° per persone cieche: abiti in grado di descriversi attraverso gli smartphone, reversibili, affinché non siano mai ‘al contrario’. Ha collaborato con sofferenti di paralisi cerebrale e già disegnato una collezione per malati di diabete e pazienti in dialisi.

https://www.camichiriboga.com/about

La giovane stilista Camila Chiriboga.

In Italia, l’ azienda Lydda Wear opera nel settore dal 2002.
Verso i primi anni ’90, il fondatore Pier Giorgio Silvestrin inizió a industrializzare quello che il padre e la madre facevano sartorialmente per il fratello paraplegico.
Da 17 anni produce abiti personalizzati destinati al pubblico maschile in sedia a rotelle pur proponendo alcuni capi anche per donne e bambini con specifiche patologie.

Shop unicamente online al sito http://www.lyddawear.com .

Abiti creati con particolare attenzione a specifiche esigenze, ideali per tutti. Comodi e cosa importante, anche belli.

PERCHE’ SENTIRSI A PROPRIO AGIO PASSA ATTRAVERSO ANCHE CIO’ CHE SI INDOSSA.